30 marzo 2011

Roma, da città aperta a città da chiudere

Di solito a Roma ci si vuol venire, io sinceramente me ne andrei di corsa. Pensiero che ho da un po' e che metto per iscritto prendendo spunto da ciò che ho visto nella notte tra sabato e domenica tra il 26 e il 27 marzo. Campo de' Fiori, scena surreale: la fontanella rotta e un gettito di acqua fortissimo che sale verso il cielo, una ragazza si fa il bagno tutta vestita (tanto siamo in estate..) e un ragazzo che si spoglia, poi ormai in boxer si lancia nel flusso d'acqua. Resto qualche minuto, poi decido di andarmene che di questa città o meglio dei suoi abitanti non mi fido più. E infatti leggo giorni dopo che quel ragazzo è stato poi picchiato (Articolo de "La Repubblica"). Le prime domande che mi pongo sono: come puo' rompersi in quel modo una fontanella? E la polizia dov'era? C'era una fontanella rotta, un ragazzo nudo per tanti minuti e neanche l'ombra di un poliziotto. Ah già, sono a far multe per strada, d'altronde ormai vedo solo posti di blocco che fermano auto e moto da quando c'è Alemanno. Gli han tolto l'ici pare..
Senti politici, senti abitanti di Roma che danno la colpa agli immigrati per tutto ciò che non va, io invece  penso proprio che la colpa di un simile degrado cittadino sia dovuta agli italiani che la abitano. Non che gli stranieri non delinquano ma anche per il solo fatto di essere molti di meno non possono fare i danni che tanti abitanti di Roma fanno. Volontariamente non uso il termine "romani" perchè ormai ce ne son pochi anche a Roma. Una città che sarebbe bellissima se solo fosse vuota. Una sorta di museo a cielo aperto da veder in piccoli gruppi. E invece è piena di incivili in ogni contesto della vita quotidiana.
Incivili alla guida, a volte penso di esser l'unico a frenare per far attraversare le persone sulle strisce pedonali e tra i pochi a usare le frecce. Piena di incivili che non sanno neanche fare la raccolta differenziata. E anche qua apro una parentesi personale: il vedere una signora in un quartiere in cui si fa la raccolta differenziata uscire dal portone e gettare una busta di roba indifferenziata a terra tra i due cassonetti di plastica e carta proprio di fronte al suo portone è incredibile per me. Sporcare anche di fronte casa non è masochismo come potrebbe sembrare, ma è inciviltà e ignoranza. O vedere sempre tra i cassonetti della plastica da una parte e della carta dall'altra una bustra piena di vestiti quando a 50 metri c'è il raccoglitore giallo della raccolta vestiti usati è indice di maleducazione e mefreghismo pazzesco. Ma falli 50 metri no? Che poi la differenziata non c'è neanche in tutti i quartieri, altro che terzo mondo, tra un po' staremo come a Napoli.
E il continuare a costruire case su case, uffici su uffici spesso vuoti che senso ha? Spazi verdi diventano grigi anno dopo anno, permetteranno di costruire anche sul Tevere tra un po'. O come il costruire box auto laddove oggi ci sono alberi che verranno presto tagliati per fare spazio ai garage quando invece andrebbe disincentivato l'utilizzo delle automobili. L'aria è irrespirabile, il traffico congestionatisismo e siamo al paradosso che tutto ruota intorno alle auto (che tanto rimangono bloccate nel traffico come sempre) mentre del pedone e dell'ecologico ciclista non ci si cura. Per cambiare questa assurda situazione andrebbero chiaramente migliorati i trasporti pubblici ma l'ATAC ha impiegati dietro la scrivania in abbondanza e pochi autisti e mezzi di trasporto. basta veder Presa diretta pe rcapir eil perchè.
E qualcuno ha visto cosa è il litorale romano d'estate? Tantissima gente che usa la sabbia o lo stesso mare come posacenere, secchioni per la spazzatura ogni 10 metri e tanta monnezza lasciata sulla spiaggia che "tanto poi puliscono". Coatti che incuranti dell'altrui tranquillità e incolumità giocano a pallone tra gli ombrelloni e che neanche chiedono scusa quando vanno a riprendersi la palla finita addosso a uno che stava prendendo il sole.
Si potrebbe continuare ma mi fermo qua.
Il problema tanto è sempre l'ignoranza, il menefreghismo e l'inciviltà di chi Roma la abita. E allora chiudiamola e facciamone un museo per salvarla!
Sfogo provocatorio e amaro di un cittadino di Roma che non si riconosce più nei suoi concittadini.