31 marzo 2009

Franceschini su Berlusconi

Non avevo in mente di scrivere oggi e soprattutto a quest'ora sul blog, ma avendo appena letto le ultime due affermazioni di Dario Franceschini sento il bisogno di esprimere la mia piena approvazione! Ma cosa ha dichiarato quest'oggi?

1) La prima frase è questa: l'oscuramento del PD nei Tg mediaset è una "inaccettabile violazione delle norme di legge (...), questo è un modo per alterare il confronto democratico" .
2) La seconda è quest'altra: "Trovo che sia una vergogna. E' l'unico capo di governo al mondo che nei prossimi mesi anziché lavorare giorno e notte per risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese sarà in giro a chiedere voti", Berlusconi corre "per un posto da cui dovrà dimettersi un minuto dopo (essere stato eletto) perché è incompatibile per legge (con l'incarico che ricopre)".
A seguire le mie considerazioni:

1) Approvo in pieno la sua denuncia poichè i telegiornali Mediaset sono strumenti di disinformazione, o di propaganda, mentre dovrebbero semplicemente informare in maniera quanto più possibile oggettiva; ma l'argomento è talmente serio per la democrazia che merita un post a parte e monotematico. Aggiungo solo che Di Pietro è stato totalmente oscurato (o censurato?) da settimane, ossia da quando i sondaggi lo davano come terzo partito del paese, con un grande incremento di voti. Ed è stato oscurato dopo che Mentana gli ha permesso a Matrix di criticare Berlusconi: non sia mai, a casa sua! Sarà un caso che Mentana ha avuto "problemi" nelle settimane successive, fino ad arrivare ad andarsene da Mediaset? Chissà..
2) Nella seconda accusa troviamo un fatto giustamente definito vergognoso, cioè il candidarsi alle europee da parte non solo di un parlamentare italiano, ma addirittura da parte del presidente del consiglio, che in un tal contesto di crisi dovrebbe pensare a risollevare notte e giorno la situazione e non a fare da qui a giugno cento comizi per farsi votare per un ruolo che poi non potrà neanche ricoprire! Che poi magari se ne andasse a Bruxelles, ma questo è un altro discorso! Ma Berlusconi ci ha abituato a non curarsi degli italiani e a fare sempre il piazzista di se stesso in giro col suo carrozzone e con l'erario pubblico. Basti vedere le ultime due elezioni regionali in Abruzzo e Sardegna, invece di stare a Roma era perennemente in queste due regioni microfono in mano a chiedere il voto per i suoi due candidati. Uno dei quali è il figlio del suo commercialista, non so se in un altro paese europeo sia mai avvenuta una cosa simile; ma forse là i figli dei commercialisti dei premier sono meno bravi. Chiusa la parentesi voglio concludere guardando al bicchiere mezzo pieno: se Silvio sta sempre per le piazze a promettere mari e monti si spera che non abbia tempo per far troppi danni (vedi costituzione, vedi centrali nucleari, vedi tu insomma, l'elenco sarebbe imponderabile, qua si alzano la mattina e ne sparano una..).

Che Franceschini continui così, è a capo pur sempre del più grande partito di opposizione, anche se sia partito che opposizione finora mi sembrano due superlativi assoluti riferiti al PD! Che quindi faccia finalmente la sacrosanta dura opposizione; che mettano in evidenza le schifezze che i loro (e i nostri, intesi come italiani) avversari fanno: che seguano Di Pietro insomma, finora l'unico a denunciare i fatti e per questo censurato! Queste frasi, ad effetto ma allo stesso tempo piene di sostanza, che si aggiungono a quelle precedenti ("Berlusconi è un uomo vecchio dentro e quando si è vecchi dentro non si può fare nulla per ringiovanire", oppure: "Tecnicamente berlusconi è un clerico-fascista") forse sono un inizio di una nuova fase, quella dell'opposizione, tipica dei regimi democratici, ma non in Italia ultimamente. La speranza è l'ultima morire...

28 marzo 2009

La fine di Fini il coerente

"Il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni" (Gianfranco Fini, 18 novembre 2007)

Questa è la coerenza di Gianfranco Fini, uno che negli ultimi 15 anni è vissuto all'ombra di Berlusconi, assecondando a tal punto ogni sua decisione da arrivare a sciogliere Alleanza Nazionale in Forza Italia: non aveva senso mantenere in vita due partiti quando c'era già il pensiero unico. Provoca quindi ilarità l'odierna affermazione in cui dice che il Pdl sarà "un partito unitario, ma non a pensiero unico". Alla storia lascia la legge Bossi-Fini, una legge che fa acqua da tutte le parti così come i confini che si prefiggeva di chiudere (vagli a spiegare che siamo una penisola, in quanto tale circondata per tre lati dal mare). Ma lo ricorderemo soprattutto per i lunghi silenzi ed anche per qualche sussulto, come l'idea subito morta del voto agli immigrati regolari, il dare finalmente i diritti alle coppie di fatto o il viaggio in Israele. Discorsi tutti condivisibili e che in minima parte lo riscattano, peccato per lui che fossero concetti di sinistra ed in quanto tali non presi bene dalla sua base "leggermente" di destra. Discorsi tra l'altro rimasti tali non avendo avuto ovviamente un seguito, attimi di libertà nel pensiero unico berlusconiano, una sorta di ora d'aria. Ritornando alla coerenza fu memorabile la partecipazione convinta al Family day, con fiumi d'interviste sulla famiglia seguiti immediatamente dalle foto con una signora che non sembrava essere sua moglie. Capita a questi uomini politici di esser talmente legati alla famiglia che una non gli basta e cercano di raddoppiarla con discreti risultati. Casini docet. Quella è l'immagine con cui mi piace ricordarlo. Ho come l'impressione di aver scritto un involontario necrologio (politico, s'intende!) ed in un certo senso definirei la giornata di oggi la Fine di Fini (gioco di parole volontario). Non ha più un partito, i suoi ex colonnelli son tutti ormai berlusconiani, la base lo vede troppo di sinistra ma soprattutto ha sbagliato i conti con Berlusconi. Quando quest'ultimo scomparirà dalla scena politica se il Pdl sopravviverà non sarà di sicuro nominato Fini come suo successore. Proseguirà nel silenzio, rimarrà quindi coerente almeno in quello.

27 marzo 2009

Ratzinger ed i profilattici

Il primo post del mio primo blog se lo merita il papa dei cattolici, il tedesco Ratzinger, sovente autore di uscite che definir esilaranti, se non fosse per i problemi che successivamente posson comportare, è dir poco. Questa volta ha proferito queste geniali parole: "L’epidemia di Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi, che anzi aumentano i problemi". Dopo aver letto questa frase ho fatto rapidamente mente locale e son giunto alla conclusione che non ci si puo' non aspettare simili assurdità. In fondo se un individuo crede che una persona sia nata senza atto sessuale, che abbia camminato sull'acqua, che abbia moltiplicato pani, che abbia guarito ciechi, sordi e storpi e così via con la sola imposizione della mano e che dulcis in fundo sia morta e poi risorta puo' anche credere che il preservativo sia dannoso! Anzi, quasi quasi mi sembra la cosa meno fantasiosa: se si rompe puo' esser dannoso, ma ho il vago sentore che il pontefice non intendesse questo!