28 aprile 2009

Il comunismo in Italia ha contribuito a darci democrazia e libertà


Troppo spesso si sente parlare di fascismo e comunismo in Italia in termini equiparativi, facendo di tutta di tutta un'erba un fascio. Ma la storia ci dice che le cose non stanno proprio così. Partiamo dal vero Male, il fascismo, e ricordiamo che tolse le libertà di opinione, di pensiero, di stampa, di associazione etc etc. Come se non bastasse Mussolini nel 1938 introdusse e applicò in Italia le ignobili leggi razziali e si alleò con il Fuhrer durante la seconda guerra mondiale portando l'Italia alla catastrofe. Alcuni a fronte di questi misfatti riescono anche a trovare aspetti positivi nel fascismo, ma se Pacciani oltre ad uccidere le coppiette nel tempo libero avesse fatto del volontariato non lo avremmo sempre considerato un mostro? Quando ci si macchia di crimini contro l'umanità, quando si riduce un popolo alla sottomissione, quando lo si priva di intere generazioni per la follia della guerra c'è solo da condannare questo movimento senza se e senza ma. Al contrario, riguardo al comunismo in Italia, si tende troppo semplicisticamente ad associarlo al comunismo sovietico e a criticarlo per ciò che di terrible i russi, e non i comunisti italiani, han fatto. Credo invece che bisognerebbe considerare quanto di buono per il nostro Paese ha prodotto il comunismo italiano. I comunisti innanzi tutto si posero alla testa del movimento partigiano, contribuirono quindi, insieme alle altre forze del CLN, a liberare l'Italia dal giogo fascista. Contribuirono poi alla vittoria della repubblica nel referendum e furono parte importantissima nell'assemblea costituente che aveva il compito di redigere l'ottima carta costituzionale. Sono quindi stati fondamentali nella nascita della nostra democrazia, hanno contribuito a riportare quelle libertà che il fascismo ci aveva tolto. Anche negli anni successivi hanno condotto in prima persona le battaglie per i diritti civili: divorzio, aborto, questione femminile, laicità dello stato, tutela dei lavoraratori. Molti criticano giustamente il comunismo sovietico, ma cadono poi nell'errore di attribuire i crimini di quel regime dittatoriale straniero ai nostri comunisti italiani. Questi ultimi hanno si commesso errori, ma furono errori di teoria, non di pratica. E per errori di teoria intendo l'essersi distaccati con colpevole ritardo dal PCUS, non accorgendosi o peggio cercando di insabbiare quanto di criminale i sovietici in nome della loro causa facevano. Cosa riprovevole, ma, ripeto, non dimentichiamoci quanto di buono han fatto per il nostro paese. Erano nel paradosso di appoggiare e seguire a parole un regime dittatoriale e sanguinario mentre nella pratica, cioè nell'azione concreta, in Italia, erano a capo di ogni battaglia per le libertà e per la democrazia: beh, grazie per la pratica, grazie per le vostre azioni concrete!
ps: a quanti per ignoranza o faziosità potrebbero obiettarmi che il comunismo italiano è stato l'artefice del genocidio delle Foibe voglio far sapere che la morte atroce di tutte quelle migliaia di italiani va imputata a uno stato straniero, alla Repubblica jugoslava di Tito. Erano si comunisti (peraltro non allineati all'URSS e in perenne lotta con l'Italia per l'Istria e la Dalmazia), ma comunisti di uno stato straniero! Cosa centra quindi il comunismo italiano con quel genocidio?! Nulla. Uno stato straniero ha in quel caso pensato di eliminare fisicamente gli abitanti di un territorio conteso. Così è andata la storia.

27 aprile 2009

Non si possono equiparare Partigiani e repubblichini: Berlusconi studi la storia!

In Italia si sta diffondendo un pericoloso clima di giustificazionismo e di ripresa del fascismo. Sempre più spesso assistiamo a fatti di cronaca che vedono soprattutto giovani protagonisti di atti di violenza ispirati ad azioni squadriste. Troppi sono anche i siti internet fascisteggianti, troppe le manifestazioni pubbliche con saluti romani e slogan del ventennio ad opera di giovani in divisa nera e con le teste rasate. Questi episodi sono frutto dell'ignoranza della storia e del degrado sociale che c'è dietro la maggior parte di queste persone. E un governo di un paese che ha subìto la dittatura fascista dovrebbe esprimere una ferma condanna del fascismo e di questi episodi emulativi. L'attuale governo Berlusconi invece porta avanti una campagna perlomeno ambigua sul tema. Scelta senz'altro dovuta alla composizione della loro maggioranza che vede nelle proprie fila fascisti dichiarati (ad esempio Ciarrapico) e post fascisti dalla gioventù nero bruciata. Proprio in questi giorni l'anziano premier invece di celebrare il 25 Aprile condannando il fascismo, ai giornalisti che gli chiedevano il suo parere sulla legge presentata in Parlamento da membri della sua maggioranza che equiparerebbe Partigiani e repubblichini, ha così dichiarato: “è un tema su cui non ho ancora riflettuto”. Ma vergognati, studia la storia! I Partigiani hanno liberato l'Italia dal fascismo, han ridato dignità e speranza al nostro Paese umiliato e mortificato da Mussolini, una dignità e un rispetto anche internazionali. Hanno messo a repentaglio la propria vita per la libertà di tutti. Sono eroi e come tali vanno ricordati. I repubblichini invece erano per la dittatura che ha eliminato la libertà di pensiero e che ha imprigionato e ucciso chi si opponeva anche solo con le idee; erano per il regime che ha introdotto in Italia le leggi razziali, che ha inviato nei lager nazisti gli ebrei italiani; erano per chi ha portato l'Italia in guerra uccidendo di fatto milioni di italiani; sostenevano chi ha provato ad invadere e portato la morte in paesi stranieri (Etiopia, Eritrea; Albania, Grecia). É la differenza tra il Bene e il Male, non si puo' essere ambigui o ignoranti su questi temi

20 aprile 2009

Berlusconi e il 25 Aprile sono un ossimoro

Si avvicina la festa del 25 Aprile, giorno, è sempre bene ricordarlo, in cui l'Italia fu liberata dal nazi-fascismo ad opera di partigiani ed americani. La novità è che quest'anno pare che Berlusconi sia venuto a conoscenza di tale ricorrenza, rimanendo però all'oscuro del suo significato. Pochi giorni fa dichiarava: “Sto riflettendo se scendere in campo anche io il 25 Aprile”. Ripensando ai membri del suo nuovo partito, il pdl, avrei giusto qualche appunto da fare. Da dove cominciare? Ma dal reo confesso no?! Nel pdl spicca, addirittura nella veste di senatore, Giuseppe Ciarrapico, uno che si dichiara a tutt'oggi fascista. E va poi fatto sapere che nell'ultima assemblea tenuta da Alleanza Nazionale, quella che ha fatto confluire tale partito nel Popolo della libertà, si son visti tanti saluti romani sotto al palco (scena imbarazzante che i telegiornali si son ben guardati dal mandare in onda). E come non ricordare il Campidoglio un anno fa, invaso da persone che accoglievano il neo eletto sindaco romano Alemanno (ovviamente del pdl) con saluti romani; saluti fascisti che in quel luogo non si vedevano dai tempi di Mussolini. Indubbiamente un bell'elettorato! E in effetti come si poteva accogliere un sindaco che andava (chissà se la indossa ancora..) in giro con una celtica al collo per ricordare un suo amico deceduto. Non bastava una poco fascista foto nel portafoglio? Sempre in rete gira la foto del nostro presidente della camera, Gianfranco Fini, che ad un comizio si esibisce in un bel saluto romano. Ma almeno lui pare abbia rinnegato quei pensieri e quei gesti. E vogliam ricordare le gesta leggermente autoritarie dello stesso Berlusconi? Ma si, certe cose in troppi le dimenticano o le ignorano, peraltro non aiutati dai pilotati media di massa. Partiamo dal memorabile “editto bulgaro” contro alcuni giornalisti rei di non vederla come lui (Biagi, Santoro, Luttazzi). Ma anche la satira Sabina Guzzanti fu stroncata subito. E oggi assistiamo alla censura del vignettista Vauro. E come non evidenziare la recente idea di non far votare tutti i parlamentari ma solo i loro capigruppo per evitare le lungaggini democratiche? Anche il ricorso continuo ai decreti legge, fatto recentemente criticato da Napolitano, sta esautorando il ruolo del parlamento. E gli attacchi continui al potere giudiziario che nelle democrazie serie farebbe da contraltare al potere esecutivo? Polemiche orali che purtroppo oggi si tramutano in pessime leggi e continui invii di ispezioni ministeriali ad hoc. E dulcis in fundo ricordiamo il "lodo Alfano" che lo rende improcessabile, al di fuori della legge, un fuorilegge insomma, ovviamente nel significato letterale del termine. Per tutti questi motivi direi che certa gente dovrebbe stare lontana dalla festa che celebra la fine della dittatura fascista.

16 aprile 2009

La "porcata" del governo sul referendum

Il debito pubblico italiano ha raggiunto un nuovo massimo storico, 1.708 miliardi di euro, una cifra iperbolica. A questa notizia si aggiunge il crollo delle entrate tributarie, un meno 7,2% rispetto al bimestre gennaio-febbraio 2008. E in un contesto come questo, di crisi economico-finanziaria che andrà avanti per chissà quanto ancora e col dramma di parte dell' Abruzzo da dover ricostruire il governo italiano si permette di perdere giornate in chiacchiere su quando fare il referendum e, ancora peggio, si permette di sprecare centinaia di milioni di euro non volendo l'election day! Tanto che gli frega, non sono mica soldi loro! E così, dopo le comparsate pre-europee in Abruzzo il dibattito politico è paralizzato sulla scelta della data del referendum abrogativo della legge eletterale definita dallo stesso ideatore Calderoli un "porcellum". Una vera porcata che tra le altre cose vieta ai cittadini di scegliersi il candidato da votare. Ed è grazie a questa porcata che ci ritroviamo un parlamento pieno di pregiudicati e di mezze vallette, tutti eletti non dal popolo ma scelti dal loro capo partito. In tal modo questi miracolati della politica, che in paesi civili starebbero in carcere o a sculettare in tv, possono ripagare il loro salvatore assecondando ogni sua decisione. Ed è questo il motivo per cui il governo non vuole rischiare che gli italiani vadano a votare l'abrogazione del "porcellum", che, ripeto, consente di scegliere e di controllare i propri "eletti". Non vogliono quindi accorpare il voto per le europee e le amministrative del 7 giugno con quello del referendum. Scelta vergognosa che ci costerà centinaia di milioni di euro. E imbarazzante è l'alternativa: fare un decreto legge (!!!) per far votare il referendum fuori dei termini di legge (!!!), ossia domenica 21 giugno, in perfetto clima estivo: il tutto per ostacolare il voto! E con questa ignobile scelta come potrà più parlare Brunetta di lotta agli sprechi? Non è questo un grandissimo spreco? Uno spreco ancora peggiore perchè fatto per mantenere la loro "casta".

10 aprile 2009

Terremoto e centrali nucleari: a quando la tragedia?

Ripensavo al terremoto e alle mirabili idee che il governo Berlusconi stava progettando fino al giorno prima del drammatico evento. Si parlava di cinque centrali nucleari, di piano casa con aumento della tubatura del 20% e del ponte sullo stretto di Messina. Tre simpatiche idee che evidentemente calzano a pennello col fatto che l'Italia è il paese a più alto rischio sismico in Europa. Ma magari quelli del pdl e della lega nord lo ignoravano. E ora che lo sanno, che combineranno? Per il momento congeleranno queste idiozie, ma quando l'iniziale emergenza sarà per loro pseudo-risolta e la paura collettiva sarà solo un dimenticato ricordo, le ritireranno fuori, mettendo così a repentaglio tantissime vite. Si sa come vanno queste cose in Italia, all'inizio tutti attenti, con i mass media che ne parlano anche perchè gli procurano grandi ascolti (vedi tg1 che si vanta dello share..); poi arrivano le case prefabbricate, il premier di turno comincia a dire che sono alloggi confortevolissimi e che comunque entro pochissimo tempo avranno le case antisismiche; e così una bella fetta di italico popolo che per qualche settimana non ha parlato d'altro che di terremoti, una volta rassenerato, tornerà a rimbambirsi con il grande fratello, la maria de filippi e tutti gli altri programmi che atropizzano le loro menti. E proprio sfruttando l'assopimento culturale e la conseguente memoria corta di troppi italiani questi lungimiranti politici ci potranno tra qualche tempo riproporre le centrali nucleari vicino a qualche faglia sismica (si parlava addirittura di Abruzzo..), il ponte sullo stretto (terremoto 1908) e il piano casa, per farne crollare evidentemente ancora di più. Basterebbe ricordare per cacciare a pedate chi solo proprone simili assurdità senza considerare i contro (e senza che ci siano neanche i pro a pensarci bene!). Viva l' Italia!

3 aprile 2009

Il PD fuori dal PSE farà perdere ogni voto di sinistra

Non si fa in tempo a scrivere una cosa positiva che provenga dal PD che un attimo dopo riprendono a far danni. L'ultima trovata è in effetti la risposta che cercavo dal momento della fondazione del PD, ossia il collocamento dei deputati eletti nelle fila del Partito Democratico nel Parlamento Europeo. Dopo il rimandare di Uàlter il Tentennatore finalmente il sicuramente più decisionista Franceschini fa la scelta di campo. Queste le sue parole il 2 aprile: "Il Pd non entrerà nel Partito Socialista europeo". Avendo letto un'agenzia simile il primo aprile avevo sperato fosse un bel pesce d'aprile per gli elettori del PD. Ma la conferma avuta il giorno successivo, con tanto di aggiunta delle motivazioni, ha fugato ogni mio dubbio: questi qua son professionisti della sconfitta! Ma prima di commentare e di essere facile profeta aggiungo ciò che ha intenzione di fare Franceschini: "il nostro partito non entrerà nel Partito socialista europeo ma cercherà di costruire un luogo in cui ci siano i riformisti europei, che siano di tradizione socialista o di altre tradizioni, a cominciare dai democratici italiani". Cioè dopo aver fatto danni in Italia cercheranno di farne anche in Europa! Il Parlamento Europeo è allo stesso tempo chiaro e variegato nei suoi gruppi, c'è posto per tutte le idee e ideologie, per nessuno è difficile trovare una collocazione. Ma le menti del Partito Democratico, non sapendo in realtà neanche loro cosa sono, cosa hanno creato, hanno ovvi problemi di orientamento. Non gli bastano gli 8 gruppi parlamentari possibili, con due che sicuramente dovrebbero esser quelli più vicini per ideali: lo storico partito dei riformisti europei, il Partito Socialista europeo (PSE), o in alternativa, marcando il loro carattere più centrista, il Partito popolare europeo e dei Democratici europei (PPE/DE). Ovviamente scegliere uno o l'altro creerebbe non pochi malumori in questa specie di partito, che ricordiamolo è una somma mal riuscita di ex democristiani, che vorrebbero stare nel PPE, e di ex diessini, che punterebbero al PSE. Quindi ecco le ottime soluzioni del non scegliere per non riscindere il partito e di proporre l'assurdità di un nuovo inutile gruppo parlamentare. In Europa sono seri, le furbate italiane non passano. Ma fosse solo questo, anche nel non scegliere il PD perderà molto del suo elettorato, e prevalentemente quello di sinistra. Ma questo non è mai un problema per loro, anzi, credo ci provino gusto! Un elettore che prima era comunista, poi Occhettiano, poi Dalemiano, poi Fassiniano, poi Veltroniano, poi Franceschiniano non accetterà mai di togliersi l'ultimo drappo rosso sul petto, l'unica parola che ancora lo fa sentire di sinistra pur votando PD: e questa è nel nome del Partito Socialista europeo, se gli togli pure questo...