3 aprile 2009

Il PD fuori dal PSE farà perdere ogni voto di sinistra

Non si fa in tempo a scrivere una cosa positiva che provenga dal PD che un attimo dopo riprendono a far danni. L'ultima trovata è in effetti la risposta che cercavo dal momento della fondazione del PD, ossia il collocamento dei deputati eletti nelle fila del Partito Democratico nel Parlamento Europeo. Dopo il rimandare di Uàlter il Tentennatore finalmente il sicuramente più decisionista Franceschini fa la scelta di campo. Queste le sue parole il 2 aprile: "Il Pd non entrerà nel Partito Socialista europeo". Avendo letto un'agenzia simile il primo aprile avevo sperato fosse un bel pesce d'aprile per gli elettori del PD. Ma la conferma avuta il giorno successivo, con tanto di aggiunta delle motivazioni, ha fugato ogni mio dubbio: questi qua son professionisti della sconfitta! Ma prima di commentare e di essere facile profeta aggiungo ciò che ha intenzione di fare Franceschini: "il nostro partito non entrerà nel Partito socialista europeo ma cercherà di costruire un luogo in cui ci siano i riformisti europei, che siano di tradizione socialista o di altre tradizioni, a cominciare dai democratici italiani". Cioè dopo aver fatto danni in Italia cercheranno di farne anche in Europa! Il Parlamento Europeo è allo stesso tempo chiaro e variegato nei suoi gruppi, c'è posto per tutte le idee e ideologie, per nessuno è difficile trovare una collocazione. Ma le menti del Partito Democratico, non sapendo in realtà neanche loro cosa sono, cosa hanno creato, hanno ovvi problemi di orientamento. Non gli bastano gli 8 gruppi parlamentari possibili, con due che sicuramente dovrebbero esser quelli più vicini per ideali: lo storico partito dei riformisti europei, il Partito Socialista europeo (PSE), o in alternativa, marcando il loro carattere più centrista, il Partito popolare europeo e dei Democratici europei (PPE/DE). Ovviamente scegliere uno o l'altro creerebbe non pochi malumori in questa specie di partito, che ricordiamolo è una somma mal riuscita di ex democristiani, che vorrebbero stare nel PPE, e di ex diessini, che punterebbero al PSE. Quindi ecco le ottime soluzioni del non scegliere per non riscindere il partito e di proporre l'assurdità di un nuovo inutile gruppo parlamentare. In Europa sono seri, le furbate italiane non passano. Ma fosse solo questo, anche nel non scegliere il PD perderà molto del suo elettorato, e prevalentemente quello di sinistra. Ma questo non è mai un problema per loro, anzi, credo ci provino gusto! Un elettore che prima era comunista, poi Occhettiano, poi Dalemiano, poi Fassiniano, poi Veltroniano, poi Franceschiniano non accetterà mai di togliersi l'ultimo drappo rosso sul petto, l'unica parola che ancora lo fa sentire di sinistra pur votando PD: e questa è nel nome del Partito Socialista europeo, se gli togli pure questo...

1 commento:

  1. Ciao ^^ carino il tuo blog , dai un occhiata al mio e se vuoi aggiungimi a msn così possiamo parlarne se ti va :)

    Scritto da : WilhelminaSlater | 05 aprile 2009

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