Si avvicina la festa del 25 Aprile, giorno, è sempre bene ricordarlo, in cui l'Italia fu liberata dal nazi-fascismo ad opera di partigiani ed americani. La novità è che quest'anno pare che Berlusconi sia venuto a conoscenza di tale ricorrenza, rimanendo però all'oscuro del suo significato. Pochi giorni fa dichiarava: “Sto riflettendo se scendere in campo anche io il 25 Aprile”. Ripensando ai membri del suo nuovo partito, il pdl, avrei giusto qualche appunto da fare. Da dove cominciare? Ma dal reo confesso no?! Nel pdl spicca, addirittura nella veste di senatore, Giuseppe Ciarrapico, uno che si dichiara a tutt'oggi fascista. E va poi fatto sapere che nell'ultima assemblea tenuta da Alleanza Nazionale, quella che ha fatto confluire tale partito nel Popolo della libertà, si son visti tanti saluti romani sotto al palco (scena imbarazzante che i telegiornali si son ben guardati dal mandare in onda). E come non ricordare il Campidoglio un anno fa, invaso da persone che accoglievano il neo eletto sindaco romano Alemanno (ovviamente del pdl) con saluti romani; saluti fascisti che in quel luogo non si vedevano dai tempi di Mussolini. Indubbiamente un bell'elettorato! E in effetti come si poteva accogliere un sindaco che andava (chissà se la indossa ancora..) in giro con una celtica al collo per ricordare un suo amico deceduto. Non bastava una poco fascista foto nel portafoglio? Sempre in rete gira la foto del nostro presidente della camera, Gianfranco Fini, che ad un comizio si esibisce in un bel saluto romano. Ma almeno lui pare abbia rinnegato quei pensieri e quei gesti. E vogliam ricordare le gesta leggermente autoritarie dello stesso Berlusconi? Ma si, certe cose in troppi le dimenticano o le ignorano, peraltro non aiutati dai pilotati media di massa. Partiamo dal memorabile “editto bulgaro” contro alcuni giornalisti rei di non vederla come lui (Biagi, Santoro, Luttazzi). Ma anche la satira Sabina Guzzanti fu stroncata subito. E oggi assistiamo alla censura del vignettista Vauro. E come non evidenziare la recente idea di non far votare tutti i parlamentari ma solo i loro capigruppo per evitare le lungaggini democratiche? Anche il ricorso continuo ai decreti legge, fatto recentemente criticato da Napolitano, sta esautorando il ruolo del parlamento. E gli attacchi continui al potere giudiziario che nelle democrazie serie farebbe da contraltare al potere esecutivo? Polemiche orali che purtroppo oggi si tramutano in pessime leggi e continui invii di ispezioni ministeriali ad hoc. E dulcis in fundo ricordiamo il "lodo Alfano" che lo rende improcessabile, al di fuori della legge, un fuorilegge insomma, ovviamente nel significato letterale del termine. Per tutti questi motivi direi che certa gente dovrebbe stare lontana dalla festa che celebra la fine della dittatura fascista.
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