Troppo spesso si sente parlare di fascismo e comunismo in Italia in termini equiparativi, facendo di tutta di tutta un'erba un fascio. Ma la storia ci dice che le cose non stanno proprio così. Partiamo dal vero Male, il fascismo, e ricordiamo che tolse le libertà di opinione, di pensiero, di stampa, di associazione etc etc. Come se non bastasse Mussolini nel 1938 introdusse e applicò in Italia le ignobili leggi razziali e si alleò con il Fuhrer durante la seconda guerra mondiale portando l'Italia alla catastrofe. Alcuni a fronte di questi misfatti riescono anche a trovare aspetti positivi nel fascismo, ma se Pacciani oltre ad uccidere le coppiette nel tempo libero avesse fatto del volontariato non lo avremmo sempre considerato un mostro? Quando ci si macchia di crimini contro l'umanità, quando si riduce un popolo alla sottomissione, quando lo si priva di intere generazioni per la follia della guerra c'è solo da condannare questo movimento senza se e senza ma. Al contrario, riguardo al comunismo in Italia, si tende troppo semplicisticamente ad associarlo al comunismo sovietico e a criticarlo per ciò che di terrible i russi, e non i comunisti italiani, han fatto. Credo invece che bisognerebbe considerare quanto di buono per il nostro Paese ha prodotto il comunismo italiano. I comunisti innanzi tutto si posero alla testa del movimento partigiano, contribuirono quindi, insieme alle altre forze del CLN, a liberare l'Italia dal giogo fascista. Contribuirono poi alla vittoria della repubblica nel referendum e furono parte importantissima nell'assemblea costituente che aveva il compito di redigere l'ottima carta costituzionale. Sono quindi stati fondamentali nella nascita della nostra democrazia, hanno contribuito a riportare quelle libertà che il fascismo ci aveva tolto. Anche negli anni successivi hanno condotto in prima persona le battaglie per i diritti civili: divorzio, aborto, questione femminile, laicità dello stato, tutela dei lavoraratori. Molti criticano giustamente il comunismo sovietico, ma cadono poi nell'errore di attribuire i crimini di quel regime dittatoriale straniero ai nostri comunisti italiani. Questi ultimi hanno si commesso errori, ma furono errori di teoria, non di pratica. E per errori di teoria intendo l'essersi distaccati con colpevole ritardo dal PCUS, non accorgendosi o peggio cercando di insabbiare quanto di criminale i sovietici in nome della loro causa facevano. Cosa riprovevole, ma, ripeto, non dimentichiamoci quanto di buono han fatto per il nostro paese. Erano nel paradosso di appoggiare e seguire a parole un regime dittatoriale e sanguinario mentre nella pratica, cioè nell'azione concreta, in Italia, erano a capo di ogni battaglia per le libertà e per la democrazia: beh, grazie per la pratica, grazie per le vostre azioni concrete!
ps: a quanti per ignoranza o faziosità potrebbero obiettarmi che il comunismo italiano è stato l'artefice del genocidio delle Foibe voglio far sapere che la morte atroce di tutte quelle migliaia di italiani va imputata a uno stato straniero, alla Repubblica jugoslava di Tito. Erano si comunisti (peraltro non allineati all'URSS e in perenne lotta con l'Italia per l'Istria e la Dalmazia), ma comunisti di uno stato straniero! Cosa centra quindi il comunismo italiano con quel genocidio?! Nulla. Uno stato straniero ha in quel caso pensato di eliminare fisicamente gli abitanti di un territorio conteso. Così è andata la storia.
Nessun commento:
Posta un commento