Come era facile prevedere l'anziano premier una volta che l'interesse del pubblico televisivo sulle drammatiche vicende dell' Abruzzo è calato s'è scordato delle tante promesse fatte agli abruzzesi. Giorni fa, prima della manifestazione a Roma dei terremotati abbandonati a se stessi, si era anche chiesto come mai la metà degli abruzzesi non fosse andata votare. Probabilmente si auto-mente e si auto-convince che là vada tutto bene perchè lui ha detto alle telecamere che tutto va bene. Tutti noi ricordiamo le tante passerelle elettorali tra le macerie, fatte non solo da papi-silvio ma da tutti gli esponenti del governo. In fin dei conti non molte settimane dopo l' Italia sarebbe andata al voto e quelli erano spot elettorali gratuiti, un'occasione imperdibile insomma! Poi, soddisfatto dei suoi "verissimi" sondaggi su indici di gradimento personali al 75% e sul pdl al 45% (minimo), non sapendo più cosa promettere e soprattutto entrando nella fase del dover cominciare ad attuare le promesse, ha messo da parte la vetrina Abruzzo e s'è lanciato pienamente nella campagna elettorale. Si è quindi dimenticato del decreto legge che avrebbe dovuto stabilire cosa realmente fare in Abruzzo. Tale decreto dovrebbe anche stabilire da dove verrano i soldi per la ricostruzione, non una piccola cosa! Ma ormai sappiamo le priorità di Berlusconi, per il lodo Alfano ci volle una settimana scarsa, per il decreto sull' Abruzzo ad oggi non sono bastati due mesi. Intanto nella bozza del suddetto di soldi ce ne son pochi, e questo è uno dei motivi della protesta, ma ci sono comunque idee geniali e taciute dai mass media di regime, ad esempio una parte della ricostruzione dipenderà dal "gratta e vinci", cioè, se gli italiani ci giocano si fanno tutte le prime case, se gli italiani tirano la cinghia qualcuno resterà in tenda. Sembra una battuta ma è realmente così! Gli altri motivi di protesta sono questi: i comuni ad oggi non hanno ancora incassato un euro, del promesso sussidio mensile ancora nulla e delle seconde case, promesse prima delle elezioni, rimarranno giusto le macerie. Oltre a non potersi dire queste cose si oscurano le proteste degli abruzzesi, venuti martedì 16 fino a Roma. Rai1 ad esempio le ha ignorate, non parliamo poi dei tg Mediaset. Questo è il male più grande dell' Italia, gli italiani tv-dipendenti, cioè la maggioranza, non possono sapere la verità ma pensano di conoscerla fidandosi ciecamente dei giornalisti direttamente o mentalmente dipendenti da chi ci governa.
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