Lo studio del Censis conferma che in Italia c'è un grosso problema democratico, dovuto al nostro sistema informativo dominato dall'anziano premier papi silvio. Ma cosa dice lo studio del Censis? Dice che la scelta del candidato da votare viene fatta attraverso la televisione per ben il 69,3% degli elettori. La percentuale sale al 74-78% per le fasce meno istruite, pensionati e casalinghe. I programmi più seguiti a tale scopo sono i Tg e programmi del livello di Porta a Porta o Matrix. Il 25% si affida invece ai quotidiani, ma anche qua la situazione non migliora visto che questi insiemi di carta campano grazie alle sovvenzioni statali e quindi non possono sputare più di tanto nel piatto dove mangiano. Quelli poi del regime come Il Giornale (di proprietà Berlusconi), Libero, il Foglio e compagnia brutta beh, fanno opposizione all'opposizione e glorificano il re, cioè scusate, l'anziano papi di Arcore. Se non fossimo in Italia sarebbe anche un fatto normale quello di informarsi prevalentemente attraverso la televisione. Il problema della nostra penisola come più volte ampiamente scritto nasce dal fatto che il premier è proprietario di 3 delle 7 reti nazionali e gestisce le tre reti pubbliche quando è al governo (cioè per 8 degli ultimi 15 anni), basti vedere cosa accade con le nomine Rai oppure ascoltare le intercettazioni telefoniche Berlusconi-Saccà (http://www.youtube.com/watch?v=ul9FBrdPBcs ed altre..). Assistiamo quindi al paradosso del datore di lavoro intervistato da un suo dipendente, come nel caso di Matrix, una trasmissione che si guarda bene dal dare notizie contrarie ai voleri di chi paga lo stipendio a fine mese, pena la perdita del posto. Mentana infatti, dopo che invitò Di Pietro che osò attaccare Berlusconi in casa sua, cioè a Mediaset, fu costretto alle dimissioni. Ma per una sana informazione è più corretto poter esternare opinioni anche contrarie al governo o cercare di difendere il datore di lavoro, nonchè premier? A Mediaset hanno scelto la tutela del loro capo e la propaganda! Oltre ai tragicomici Tg4 e Studio Aperto è da quasi due anni che il TG5 è imbarazzante nel mistificare la realtà, nell'omettere notizie contro il premier-datore di lavoro e nell' utilizzare sempre la parola "problema" (e simili) quando parla di opposizione; ma anche nella scelta delle immagini degli "altri" stile ormai Emilio Fede e nel tagliare le frasi chiave dell'oppositore politico di turno son maestri. (http://www.youtube.com/watch?v=21lsNAae3R8) E cosa dire del trattamento dei casi di violenza sessuale? Due pesi e due misure a seconda di chi governa: prima delle politiche lo stupro e l'omocidio a Tor di Quinto è stata la prima notizia per almeno un mese e con durata raramente sotto i 15 minuti su 30, con innumerevoli interviste di cittadini impauriti (dai media propagandistici..). I moltissimi stupri di quest'anno, sotto il governo Berlusconi, sono invece una delle tante notizie dette al volo, senza intervistare chi magari direbbe che ha paura malgrado Berlusconi (e Alemanno). Ci sarebbe ancora da menzionare fatti di informazione faziosa e ignobile ma proseguirò nei prossimi post, così come nei post precedenti ne ho menzionati altri. Con un simile servilismo giornalistico, con un simile regime informativo, con un simile conflitto d'interessi da ben 15 anni come può il 70% dei cittadini informarsi dalla Tv senza che si falsi il regolare gioco democratico? Non è un caso che Freedom House, l'organizzazione fondata da Eleanor Roosevelt, ha un mese fa classificato l'Italia semi libera per l'informazione. Unica nazione europea occidentale. Dietro di noi ci sono Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea.
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