5 ottobre 2009

Il ponte sullo stretto di Messina che trema e frana: altro disastro annunciato

Berlusconi vuole almeno una centrale nucleare in Abruzzo e c'è stato un drammatico terremoto. Berlusconi vuole il ponte sullo stretto di Messina e un violento quanto naturale nubifragio ha ucciso decine di persone e devastato un' ampia zona. Sarà la natura che ci manda un segnale, che si ribella? E ci sono tante altre coincidenze nefaste: nel 2001 dopo pochi mesi di governo ci fu l'11 settembre; nel 2008 appena eletto scoppia la crisi economica più grande dopo il crollo della borsa di Wall Street nel 1929; la regione Abruzzo passa al centrodestra e c'è il terremoto; la regione Sardegna passa al pdl e la regione viene in ampie zone devastata da violentissimi incendi.

A parte queste coincidenze negative penso che Berlusconi sia il peggior "presidente del consiglio degli ultimi 150 anni". Che poi vagli a spiegare le differenti forme di governo presenti in Italia fino alla fine della II guerra mondiale. Ma torniamo ad oggi. Il terremoto prima ed il nubifragio ora non fermano le due follie: centrali nucleari e ponte sullo stretto. Del terremoto ho già scritto nei precedenti post, di Messina invece ho solo accennato. Messina si trova in una regione in cui il treno esiste ma nessuno lo prende, la gente preferisce prendere i pullman piuttosto che salire su quelle (sotto)specie di treni in una rete da terzo mondo. Pullman che di solito hanno su scritto il cognome "Cuffaro". Le Autostrade? Fatiscenti. E non lontanto da Messina c'è Catania dove ancora non esiste una rete fognaria, come se fossimo ancora nell'800. Inoltre, altro fatto che nessuno puo' evidentemente dire in tv, nel 1908 ci fu un terremoto di 7,1 gradi della scala Richter che distrusse Messina e Reggio Calabria. Bazzecole per gli affaristi del pdl. Tra l'altro ancora oggi Miccichè del pdl continua a dire che il ponte si farà e che sarà finanziato da fondi europei e da privati, cosa falsa, anche la Tav doveva esser finanziata dai cosiddetti privati: beh proprio no, è tutto debito pubblico e la pagheremo noi cittadini attraverso le tasse fino al 2060. Ma forse per privati intendevano ieri e intendono oggi i privati cittadini. Ma quei soldi, miliardi di euro, non potrebbero investirli nella messa in sicurezza delle case, nella messa in sicurezza del territorio devastato da abusivismi, nella costruzione di strade e rotaie degne di un paese europeo? No, si vede che non conviene.

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